Tonara
Da quindici anni il sardo è materia curriculare alle scuole elementari del paese

I bambini di Tonara sono molto fortunati. Perché vanno a lezione da Maistu Giuanni, che oltre a italiano, geografia e matematica spiega le ragioni profonde delle proprie radici insegnando la lingua materna. Stretti nei loro grembiulini inamidati, imparano il sardo. Inserita come materia curricolare da oltre quindici anni, sa limba viene insegnata ai giovani studenti delle elementari per due ore alla settimana. Le lezioni son tenute da Gianni Dessì, insegnante elementare da ben 38 anni e convinto sostenitore di questa conoscenza, che attiene al patrimonio più importante di ogni individuo: l’idioma dei padri. E così i figli di quei genitori ai quali il sardo venne negato, perché considerato primitivo e fuori moda, si riappropriano di ciò che spetta loro di diritto.

«Non possiamo allevare bambini che ignorino il proprio passato, la propria cultura, che passa per la lingua-, dice sotto il suo «bonette» di velluto nero Maistu Giuanni, come viene chiamato dagli alunni, -Un bambino che parla sardo ha un valore aggiunto. La mente si apre. É necessario, oggi più che mai, recuperare la nostra identità e l’unico modo per farlo è passare dalla scuola».

 

L’insegnamento del sardo grazie alle leggi regionali e nazionali

E a Tonara questo passaggio obbligato si è fatto in maniera molto semplice: usufruendo delle disposizioni vigenti. Dalla legge regionale 26 del 1997 per la promozione e valorizzazione della lingua della Sardegna, a quella nazionale 482 del 1999 che tutela le minoranze linguistiche, nonché tutti i vari indirizzi e le direttive di ministri e assessori alla cultura regionali e direttori scolastici che si sono susseguiti negli anni.

«Un bambino che parla la nostra lingua è un valore aggiunto»

Sardo scritto e orale

«Le leggi sulla scuola prevedono la suddivisione del monte orario: tra queste ho scelto di inserire lingua e storia sarda, come ore del curriculum locale».
Durante le due ore settimanali di lingua sarda, i bambini fanno grammatica, imparando le regole base della Limba Sarda Comuna (LSC): «È sperimentale, ma è fondamentale per imparare a scrivere in limba», spiega Dessì.  «Siamo partiti dalla storia locale-, aggiunge -, per allargarci a tutta l’isola, dato che nei classici libri di scuola non ci sono accenni alla grande civiltà nuragica». E poi, ovviamente, si fa letteratura: «Sì, conosciamo Peppino Mereu», dicono i piccoli tonaresi della classe quarta delle elementari. «Gli ho anche dedicato una poesia», aggiunge un altro. E continuano: «Non sapevamo che la Sardegna avesse una storia così ricca: l’abbiamo imparato durante le ore di sardo. Difficile, ma bello», dicono i discendenti di abili venditori ambulanti di torrone, che adattavano il linguaggio a seconda della zona in cui vendevano.

«L’insegnamento de sa limba dovrebbe essere obbligatorio dalle elementari all’università in Sardegna»

L’auspicio

«L’insegnamento de sa limba dovrebbe essere obbligatorio dalle elementari all’università in Sardegna», aggiunge Maistu Giuanni. Intanto Tonara si prepara a ospitare un corso di venti ore, riconosciuto dal MIUR, per insegnare agli insegnanti a insegnare il sardo. Da quest’anno, inoltre, con contributi CLIL, un altro progetto: «Faremo trenta ore di scienze in limba». Perché il sardo è lingua universale.