Bella e determinata, la ventitreenne di origini barbaricine ha chiesto la cittadinanza italiana

Vanesa Medde: nell’isola le mie radici, da qui partì mio bisnonno

Spesso i visi dolci nascondono una impensabile irrequietudine. Si tratta di quella molla che porta a scappare dal luogo natio alla ricerca cieca, ma lucidissima, del proprio posto nel mondo. È un po’ così Vanesa Medde, 23 anni, giovane argentina che ha scelto la Sardegna per iniziare una nuova vita, lontano da casa. È qui, infatti, che affondano le sue radici: nel cuore aspro e ospitale dell’isola, a Desulo. Da qui, dopo la Grande Guerra, partì suo bisnonno, diretto in Sud America in cerca di fortuna.

Ritrovarsi

Dopo racconti tramandati e ricerche d’archivio, le due famiglie, oramai distanti, si sono ritrovate grazie a Facebook. Subito è stato un volersi conoscere e abbracciare. Così dall’Argentina alcuni anni fa sono arrivati i primi parenti, che hanno pensato di ritirare i documenti necessari per chiedere la cittadinanza, approfittando dello ius sanguinis (la possibilità di acquisire la cittadinanza per un legame di parentela entro il quarto grado). E Vanesa, che ha un diploma in lingue e traduzione (inglese), un’intelligenza frizzante riassunta da un sorriso acceso sulla pelle leggermente scura, ha colto subito la palla al balzo. Dopo un po’ di rodaggio nel Connecticut, dove ha lavorato per alcuni mesi con un visto speciale, un mese fa è partita da San Miguel de Tucumán, cittadina del nord dell’Argentina dove è cresciuta, per approdare, prima volta in assoluto, a Desulo.

Dopo racconti tramandati e ricerche d’archivio, le due famiglie, oramai distanti, si sono ritrovate grazie a Facebook.

Sentirsi italiana

Ad andare dall’altra parte del mondo, si sa, ci vuole coraggio, ma ancora di più a imbattersi nella burocrazia italiana. La bella argentina, tuttavia, non teme niente: ha studiato le leggi del Bel Paese e, per adesso, è qui con un visto turistico di tre mesi. «A fine aprile andrò a Nuoro a ritirare il permesso di soggiorno, che dura un anno: è un punto cruciale, in cui inizierà finalmente il lungo processo per ottenere la cittadinanza italiana», dice positiva. Questo le permetterà anche, nei prossimi mesi, di viaggiare in Europa. Il piano è chiaro: «Farò un giro della penisola, poi andrò in Germania e Cecoslovacchia-, elenca con voce elettrica, un inglese perfetto e dovute commistioni di spagnolo, -Dopo di che lavorerò per un po’ in un ristorante in Spagna per spostarmi infine in Inghilterra, come ragazza alla pari». Il viaggio, tuttavia, non è fine a se stesso, segue un obiettivo preciso: «Voglio imparare meglio le lingue: è da esse che emerge la vera cultura dei luoghi», spiega. Solo dopo deciderà in quale parte d’Europa vivere. Una cosa è certa, però: «Non tornerò in Argentina, se non per salutare: non ci sono possibilità lavorative, la mentalità è chiusa», racconta.

A casa

Nel frattempo a Desulo, la curiosa sudamericana amplia i suoi orizzonti. Da autodidatta studia l’italiano, aiutandosi con applicazioni e addentrandosi nella selva dei verbi. Cosa più importante, nella sua dimora temporanea, lo sente parlare, lo assorbe, mentre si confronta con i parenti lontani, in fondo così vicini, con i quali è facile capirsi: «Il sardo, per fortuna, è simile allo spagnolo», nota. Saranno quelle parole dallo stesso suono, sarà il sangue che non mente mai, ma «a Desulo mi sento come in famiglia-, afferma, -qui sono tutti più che amici: ospitali e curiosi di conoscere la mia storia, non mi fanno sentire la nostalgia di casa». Della Sardegna le piacciono i paesaggi, del paese delle sue origini il fatto che sia immerso nelle montagne. E la cura, quel modo speciale di badare a lei: «Nessuno qui mi fa mai pagare, mi piacerebbe farlo almeno una volta».

L’abito di Desulo

Non manca molto, tuttavia, a realizzare questo piccolo sogno. Vanesa, con estrema grazia, ha provato l’abito tradizionale del paese, indossando letteralmente la cultura locale. Di Desulo, poi, possiede già lo spirito speciale, quella capacità di affrontare con coraggio gli spostamenti. È ufficiale, quindi: «Appena sarò cittadina italiana, pagherò da bere a tutti e nessuno potrà opporsi!», conclude, determinata e sorridente, la dolce avventuriera.