La storia. Chironi, 37 anni, corre per il Comune nella lista Bundu, omonima della maschera del suo paese, Su Bundhu

<Le radici del cuore sono in Sardegna ma la mia patria è tutto il mondo>

Su Bundhu ha fatto il miracolo. La lista nella quale si candida Daniela Chironi, nata 37 anni fa sotto il monte Gonare, non ha il nome della maschera del carnevale di Orani, ma quello di una politica della Sierra Leone che vuol diventare sindaco di Firenze: Antonella Bundu.

Una coalizione che raccoglie tutte le forze di una sinistra viva e alternativa, giovane e aperta. Come Su Bundhu, appunto, abito d’orbace sia bianco che nero e maschera di sughero, la madre dei venti. Quelli che vanno e vengono senza confini geografici, senza razza, senza nazionalità. Un unico vento per tutto il mondo.

Nivola e gli altri

Lo diceva quell’anonimo gesuita che, giunto a Orani 300 anni fa, scoprì un paese vivace e ospitale, amico di tutti e nemico di nessuno, che festeggiava il carnevale dal giorno di Sant’Antonio, 17 gennaio, con queste maschere allegre e tristi insieme, simbolo fecondo di bene e male.

Così è Daniela Chironi, figlia del paese che ha dato i natali a personaggi straordinari, che avevano l’idea di cambiare il mondo. E in parte ci sono riusciti. Costantino Nivola, artista totale, socio di Le Corbousier, inventore di statue precarie di sabbia. Marianna Bussalai, eroina antifascista, che tentò di salvare il mondo. E Piero Borrotzu, partigiano e martire per la libertà.

Daniela Chironi è la sintesi di tutto questo. Si iscrisse in biologia a Cagliari, per poi cambiare: scienze politiche all’università di Firenze, fucina di politologi illustri, come Giovanni Sartori. Lì capì che il mondo non è bianco o nero, cattolico o islamico, buono o malvagio. Il mondo è come Su Bundhu: lezione dei padri, voglia di trasformazione di un paese piccolo, ma straordinariamente interessante, dove si alimenta arte e cultura, dove Salvatore Niffoi racconta la leggenda di Redenta Tiria, che è nell’anima di ciascun oranese.

Un paese e Su Bundhu per imparare

Così la dottoressa Chironi, ricercatrice alla Normale di Pisa, dopo aver studiato in che modo si strutturano società e popoli, ha pensato di battersi per un mondo nel quale conti più il popolo che la sua struttura. E ha trovato la sua casa ideale nella lista Bundu, lista che porta lo stesso nome dell’evocativa maschera di quel paese dove è nata, fatto di sapienti artigiani che tutto sanno fare e tutto fare vogliono. Dagli abiti in velluto all’artigianato del ferro, dai magici alambicchi alle cassapanche, dal pane ai dolci.

<Orani mi ha insegnato che tutto è possibile. Che si può essere diversi e migliori su questa terra, che non esistono le distinzioni di classe, o di razza o di religione>, sostiene Daniela Chironi: <E io, infatti, sono oranese sin nelle midolla. Passo dal sardo all’italiano senza soluzione di continuità. Le radici sono nel mio cuore, la patria è tutto il mondo>.

<Orani mi ha insegnato che tutto è possibile. Che si può essere diversi e migliori su questa terra, che non esistono le distinzioni di classe, o di razza o di religione>

Immacolati in politica

La lotta politica non sarà serrata. <Abbiamo fondato un’associazione che si chiama Firenze Città Aperta-, dice Daniela, -Perché niente può essere chiuso. Candidato significa indossare la toga candida dei cittadini Romani che si presentavo alle elezioni per ricoprire una carica amministrativa. È questo la politica: arrivare candidi e immacolati davanti ai cittadini per poter fare politica nell’interesse della collettività. Per i Romani solo gli uomini potevano indossare la candida toga, ma oggi anche questa barriera è caduta. E io sono orgogliosa di portare in alto la mia toga>.

Nel nome di Orani, di Firenze, di quella Barbagia altera e sola <che è sempre il mio faro>.