Gavoi. Vino, delizie e arte in vetrina per Autunno in Barbagia

Cortes Apertas a Gavoi, ovvero la cura dei particolari. Niente, in questa straordinaria kermesse di sardità, è stato lasciato al caso. Anche l’allegria degli abitanti sembra la pubblicità dell’ente provinciale per il turismo. In effetti i gavoesi sono allegri perché hanno organizzato un evento assolutamente perfetto.

Quattro per quattro

Come fosse la prosecuzione dell’Isola delle storie, Cortes Apertas si è divisa evangelicamente in quattro libri, per quattro cantine e per quattro cortes. Così la vernaccia oristanese di Orro, il carignano sulcitano di Sardus Pater, il mandrolisai dei bingiateris di Atzara e il Cannonau dei Puggioni di Mamoiada si sposano con delizia a formaggio, salumi, pane carasau e altre bontà di Gavoi. E la fiumana di visitatori che ha inondato il paese, con un flusso perfettamente regolare, ha letto il territorio partendo dal cibo, scoprendo le ragioni per cui qui tutto vien fatto a regola d’arte. Di questo si è parlato anche nel convegno organizzato sabato dall’agenzia regionale Laore. «L’obiettivo è certificare le produzioni di montagna. Un risultato che possono ottenere, per la normativa europea, solo 33 paesi sardi, tra cui Gavoi», spiega Ciriaco Loddo, responsabile provinciale di Laore: «Un marchio semplice, non costoso, ma che garantisce la differenza tra un prodotto di altissima qualità e tanti prodotti comuni».

Ciò che diversifica e arricchisce la sagra è la cultura: son state numerosissime le visite ai musei, con esposizioni permanenti.

I visitatori

L’antica melodia dei tumbarinos ritma la danza dell’anima di un paese insieme antico e moderno, che attira conterranei e stranieri. «Mi sono innamorata dell’attaccamento dei sardi alla loro lingua», commenta la francese Josiane Legrande. La figlia, Geraldine Dupin, aggiunge che «l’emozione dell’identità è ormai cosa rara, non esiste da nessuna parte». Anche i sardi, però, fanno commenti non meno nobili. Francesco Salis viene ogni anno da Bonarcado per partecipare al festival letterario. «La civiltà di questo paese mi ha talmente stupito che ho deciso di tornarci per il mio primo Autunno in Barbagia: un’organizzazione perfetta, nessun dettaglio è stato trascurato». Fabrizio, nato a Fordongianus ma da tempo trasferitosi in Australia, ha portato la moglie Zoe proprio a Gavoi «per vivere la Sardegna vera». Zoe annuisce soddisfatta e felice.

L’arte

«Ciò che diversifica e arricchisce la sagra è la cultura: son state numerosissime le visite ai musei, con esposizioni permanenti, di Casa Porru-Satta e del Fiore Sardo», sostiene Michele Maoddi, consigliere comunale con delega al turismo. E così Gavoi lascia ancora il segno nel calendario di Autunno in Barbagia.