Il nomade digitale è rientrato dal Giappone

Desulo. Manuele Pintore: «Con internet posso lavorare anche sul Gennargentu»

Affinché i paesi non muoiano, è necessario che i giovani non partano o, meglio ancora, che tornino dopo essersi strusciati col mondo. Niente di impossibile nell’era digitale, dove gli spazi fisici sfumano e ci si può costruire una carriera sfruttando internet. É un esperimento che, con le sue motivazioni personali, porta avanti Manuele Pintore, 27 anni, occhi grandi come il suo sguardo sulle cose, di Desulo, luogo in cui è tornato dopo anni all’estero.

Da sempre Manuele è attratto da culture lontane, motivo per cui tempo fa decise di trasferirsi in Giappone, lembo più estremo dell’Asia. Ci vive per tre anni, imparando la lingua tra accademie linguistiche e varie esperienze lavorative nelle grandi città, e frequentando, infine, il Miyazaki International College, nel profondo sud.

«Qui la vita è diversa dalle metropoli affollate del Giappone, – spiega Manuele, -molto verde, fiumi, vecchie case e il problema atavico delle campagne: lo spopolamento». Così il giovane si ritrova di fronte alle stesse difficoltà che sta affrontando il suo paese natio, dall’altra parte del mondo. Ecco il modo in cui le distanze fanno sentire più di prima da dove si proviene: «Terminato il percorso di apprendimento linguistico e culturale è stato tempo di tornare: per chi è nato in un paese di montagna non c’è altra patria».

Oggi, infatti, Manuele vive a Desulo, dove ha un ufficio immenso: internet. Da qui passano le sue traduzioni dal giapponese all’inglese o all’italiano e viceversa, mentre la montagna è il luogo in cui cerca ispirazione, partecipando a tosature e marchiature, tagliando legna e curando l’orto, imparando a cavalcare, riappropriandosi, in definitiva, della sua cultura. «Posso lavorare da qualsiasi luogo e a orari impensabili-, racconta il nomade digitale, anche se: -Non è sempre facile fare il mio lavoro qui, dove mancano reti di telecomunicazioni veloci».

«Posso lavorare da qualsiasi luogo e a orari impensabili, anche se non è sempre facile fare il mio lavoro qui, dove mancano reti di telecomunicazioni veloci»

Chissà se Desulo sarà l’ultima meta di Manuele, ma una cosa è certa: la decisione di passare dalla città più popolosa del mondo (Tokyo, oltre 38 milioni di abitanti) a Desulo (2400 abitanti) spiega che i paesi hanno un valore inestimabile, che non rientra nei nudi calcoli dell’economia e del successo, ma in quelli più vitali del cuore.

Ed è qui che Manuele trova la ricetta contro lo spopolamento: «I nostri giovani non hanno bisogno dei consigli di autorità salite dalle città a farci promesse mai mantenute. Desulo ha un’identità forte: sta a noi mostrare il suo incanto attraverso una battaglia di orgoglio culturale».