Gadoni, asilo. Per lo Stato i bambini erano pochi, il Comune affida ai privati materna e nido

Finite le trasferte obbligate ad Aritzo: i sei piccoli alunni tornano a casa

Gadoni si riappropria del più importante dei diritti: quello all’educazione dei bambini. E, di conseguenza, quello al loro benessere. In un’ottica di lungo periodo, Gadoni si è appropriata anche del suo stesso futuro, riportando a casa la scuola materna e i suoi alunni. A Gadoni, l’asilo, infatti, era stato chiuso a causa delle normative nazionali in materia: 6 bambini sono troppo pochi per tenere aperta una scuola pubblica.

Gadoni riconquista l’asilo perduto

Così da settembre a dicembre i più giovani abitanti di Gadoni, 3-6 anni, hanno viaggiato ogni giorno verso Aritzo per frequentare l’asilo. Ma Francesco Mario Peddio, sindaco del paese delle miniere, non ci è stato. E, rendendo privato il servizio, ha riportato a Gadoni i giovani alunni, affidandosi alla cooperativa GEA di Capoterra, esperta nel settore. <<Il Comune, con un co-finanziamento regionale, si accolla quest’onere: è il minimo sforzo per non sottoporre bambini così piccoli a un duro viaggio quotidiano-, dice il primo cittadino, -Inoltre questo ci ha dato la possibilità di allargarci anche a una fascia di età più piccola, 1-3 anni: si può dire, quindi, che Gadoni ha anche un asilo nido>>.

Mille colori

Nella bella scuola appena ristrutturata, le pareti bianche brillano in mezzo ai mille colori di giochi, tappeti in gomma e fiori di carta appesi alle finestre. E la gioia dei dieci bambini si unisce a quella della maestra e del resto del personale. Per mandare avanti le attività della scuola dell’infanzia, infatti, sono state assunte anche due persone di Gadoni, che si stanno formando con gli esperti della cooperativa. <<É una doppia scommessa: offrire un servizio fondamentale e garantire lavoro e formazione-, continua Peddio, -Senza la scuola un paese muore e noi, invece, vogliamo la comunità gadonese sempre più prospera>>.

Costruire una casetta per gli uccelli, contemplare un albero o, in caso di maltempo, leggere un libro nel rifugio nel bosco aiuterà i piccoli gadonesi a prendere coscienza delle proprie abilità e anche del territorio che abitano

Il bosco come aula e il futuro

In quest’ottica Gadoni, come in Danimarca, ha istituito anche l’asilo nel bosco, un’iniziativa volta a tenere parte della attività didattiche all’aperto. <<Costruire una casetta per gli uccelli, contemplare un albero o, in caso di maltempo, leggere un libro nel rifugio nel bosco aiuterà i piccoli gadonesi a prendere coscienza delle proprie abilità e anche del territorio che abitano>>, spiega la maestra Giorgia Loi.

<<Gadoni ha tenuto il codice meccanografico. L’anno prossimo, con più bimbi in età d’asilo, probabilmente riaprirà la scuola pubblica. Terremo, tuttavia, sia l’asilo nido, sia l’asilo nel bosco, esperimenti emozionanti>>, prosegue il sindaco, certo che <<i bambini che imparano ad amare questa natura meravigliosa sono garanzia di un futuro luminoso>>.