Sporting Club fantasma, l’arte resiste allo sfregio.

L’arte ha la capacità di resistere al tempo e persino alla violenza degli uomini. Nello spettro dello Sporting Club Monte Spada di Fonni, dopo venticinque anni di devastazioni, si salvano solo gli affreschi di Liliana Cano. Tra una piscina ormai abitata dalle piante e schiere di cottages sventrati, fanno capolino solo questi piccoli capolavori in quella che fu la sala della discoteca: mufloni e giovani che cantano a tenore. E colori, e fiori, e tutto ciò che fu bello un tempo.

Dal sogno all’incubo

Negli anni Ottanta lo Sporting Club fu il simbolo della rinascita della Barbagia. Venivano da tutte le parti di Sardegna e continente per trascorrere le vacanze a Monte Spada. Fu costruito da Gualtiero Cualbu alla fine degli anni Sessanta e inaugurato nel 1973. Un hotel lussuosissimo con numeri mozzafiato: 1300 metri d’altezza, 400 coperti, 160 posti letto, 12 suites. Una discoteca alla moda e la capacità di fare sempre il tutto esaurito. Poi scoppiò il boom dei sequestri di persona: Silvio Dal Maso venne sequestrato mentre tornava a Cagliari col padre dopo aver trascorso allo Sporting un weekend sulla neve. Voleva dire che l’hotel era sotto osservazione della malavita barbaricina.

Gli imprenditori – di origine fonnese, ma cagliaritani d’adozione- ebbero paura. Per se stessi, per i loro clienti, per la loro serenità. E nel 1986 decisero di chiudere bottega. Il comune di Fonni comprò l’hotel e provò invano a darlo in gestione. Dopo anni di trattative fu affidato a una cooperativa. Ma l’agonia era ormai irreversibile. Della capitale del turismo barbaricino restano solo un mucchio di disperate macerie. Segno di una definitiva decadenza. I vandali, che hanno divelto e rubato tutto ciò che c’era da divellere e rubare, hanno lasciato solamente gli affreschi che l’artista sassarese realizzò nel 1979 e che da soli varrebbero una visita in questo cimitero dei sogni.

Negli anni Ottanta lo Sporting Club fu il simbolo della rinascita della Barbagia. Venivano da tutte le parti di Sardegna e continente per trascorrere le vacanze a Monte Spada.

La sindaca

«Sono allo studio diversi progetti per recuperare la struttura, -dice la sindaca Daniela Falconi- e stiamo mettendo a disposizione le migliori risorse intellettuali e organizzative della nostra comunità perché non vogliamo che questo che fu un paradiso resti invece l’inferno che attualmente è».

Dello stesso avviso la nuova presidente della Pro Loco: «Sarebbe bello se venisse ripristinato lo Sporting, recuperando gli affreschi di Liliana Cano e facendo sì che Monte Spada ritorni ad essere il centro vitale del turismo fonnese, -spiega Cugusi, -A quel luogo sono legati ricordi di un sano divertimento».

Dolore

Liliana Cano, che ha ormai compiuto 94 anni, non è più tornata qui. Sarebbe troppo doloroso vedere lo scempio di Monte Spada, ma forse un onore ancor più grande il rispetto che vandali e intemperie hanno avuto per le sue opere.