Deligia, 35 anni, ha l’atelier nei locali dell’albergo che ospitò Lawrence

Ha raccolto l’eredità del padre Giampaolo, diventando un riferimento per tutto il Mandrolisai

Se avesse conosciuto Luisantonio, Lawrence non avrebbe parlato così male dell’albergo di Sorgono, ma si sarebbe fatto fare un bel tatuaggio a forma di guardia caccia sulla sua testa irsuta. E avrebbe conservato della capitale del Mandrolisai il migliore fra i ricordi. Antonio Luigi Deligia, classe 1983, non è, infatti, un semplice barbiere, ma un ebanista dei capelli, che con delicati intarsi trasforma ogni crapa pelosa in un’opera d’arte. Non a caso, è il più grande tatuatore di capelli della Sardegna o, come lo avrebbe chiamato il creatore di Lady Chatterly, hair tattoo master.

L’ebanista di capelli: storia di famiglia

Mezzo secolo fa, il padre Giampaolo comprò quello che fu il ristorante dell’hotel Il Risveglio, per trasformarlo nell’allora più moderno salone da parrucchiere del Mandrolisai. Oggi il più vecchio barbiere di Sorgono, ha lasciato il posto al più moderno parrucchiere della Sardegna, che continua a operare in quel salone , diventato ormai il più antico dell’isola. <Mio figlio ci ha messo ben trent’anni a capire quale fosse la sua vera passione. Io ho lasciato che scegliesse da solo la sua strada. E alla fine mi ha fatto il più grande dei regali, trasformando il mio mestiere in un gioco nel quale tagliare i capelli non è più solo un servizio ai clienti, ma una vera e propria scultura>, dice Giampaolo.

Hait tattoo: un grappolo d’uva

Mentre il padre parla, Luisantonio disegna sulla testa di un ragazzo un grappolo d’uva. Lawrence, che qui malamente mangiava, avrebbe goduto di quel frutto straordinario ubriacandosi con gli occhi di quella bellezza della quale riempì le pagine dei suoi libri. Acino dopo acino, il grappolo prende forma su un tralcio che parte dal collo. Quando uscirà per strada, le ragazze guarderanno con incanto questo giovane modello, non per i suoi occhi, ma per la bellezza di quel disegno. Sembra che Lawrence sia ancora qui, a meditare il motivo per il quale Lady Chatterley fu così combattuta fra l’amore per il marito e la passione per il guardia caccia. E nel frattempo comprese che questo luogo è la vera musa ispiratrice degli artisti, un tempo scrittorii famosi e ora mirabili intagliatori di capigliature. <Restavo incantato nel guardare le mani abili di mio padre tagliare i capelli, ma non amavo quel lavoro, perché ritenevo fosse uno spreco di manualità. Disegnavo, invece, e amavo vedere nel foglio bianco nascere le immagini. E qui mi è venuta l’idea di dipingere sulle teste. Quindi, non avendo mai pensato di fare il barbiere, sono andato a fare un corso di hair tattoo e ho unito la straordinaria capacità di mio padre alla voglia di disegnare oggetti e storie>.

Tutto qui si è fermato. Tutto al di fuori dell’arte incommensurabile di questo ragazzo che ogni giorno trasforma le teste dei barbaricini. 

Il barbiere, una meta per i giovani

I ragazzi della zona vanno in pellegrinaggio nell’antica barberia Deligia, ignorando che qui dormì uno dei più grandi scrittori della storia, del quale probabilmente hanno letto i romanzi. La stessa grazia che noi leggiamo nelle pagine commoventi di Lady Chatterley, la vediamo nelle dita delicate di Luisantonio, il cui fisico minuto è inversamente proporzionale al suo genio. La sua capacità di raccontare è infatti straordinaria.

Luisantonio da Sorgono non andrà mai via, neppure se fosse invitato dal futuro re d’Inghilterra in persona. <È qui che trovo la mia fonte di ispirazione: c’è tutto quello che mi serve. Colori, armonia, serenità, gentilezza della gente. Ricchezze che mi conciliano col mondo e mi rendono non solo felice, ma sempre più interessato a creare, a stupire e a stupirmi>. Vederlo lavorare in questo salone fatato, senza tempo e senza confini, rende quest’immagine dolce e tenera insieme. Ci sono ancora le antiche sedie girevoli, il tariffario di cinquant’anni fa, una radio Grundig sul cui prezzo di vendita riscuoteva i diritti di brevetto Guglielmo Marconi. Tutto qui si è fermato. Tutto al di fuori dell’arte incommensurabile di questo ragazzo che ogni giorno trasforma le teste dei barbaricini. Si sente un profumo buono, di acqua di colonia, di pulito e di buon tempo andato. Sì, se davvero Lawrence avesse visto Luisantonio all’opera avrebbe capito che queste miti colline sono il miglior posto per vivere.