Daria Zucca, Tonara: giovani che tornano

Dopo aver cercato nei cinque continenti la sua realizzazione, ha capito che la vita vera è al suo paese

In 23 anni di vita Daria Zucca ha fatto in tempo a conoscere i cinque continenti, imparandone lingue e costumi. Per stabilire, poi, che il posto più bello del mondo ha le seguenti coordinate: 40°01’25.22”N 9°10’17.49”E. In altre parole Tonara, curatoria del Mandrolisai, provincia di Nuoro, 900 metri sul livello del mare, 1983 abitanti. Che da oggi diventano 1985. Perché è tornata lei assieme al fidanzato laziale.

Studio e passione

Daria ha messo nel cassetto la sua bellissima laurea in lingue e culture orientali, ci ha aggiunto inglese, francese e tutto ciò che ha imparato nelle grandi università, ha shakerato il tutto con la tradizione turistica di famiglia e ha deciso che si occuperà di nuovo della locanda “Muggianeddu”. Che è ora di suo padre Mauro e fu già di suo nonno Peppeddu. Sulla homepage aziendale compariranno proposte in cinese, giapponese, inglese, in modo che a Tonara arrivi un turismo sinora mai visto da queste parti.

«Il mondo mi ha insegnato che abbiamo da offrire molto più di ciò che pensiamo. I cinesi, per esempio, non amano il mare, perché temono che il sole rubi loro la bellezza. In compenso abbiamo Trocheri e Gonnalè, Pitzu ‘e Toni e Is Forreddos. La nostra civiltà è antica quanto la loro. E possiamo, quindi, offrire un confronto fra culture simili e diverse», afferma con voce soave Daria.

La dottoressa Zucca è minuta e bellissima. Ha negli occhi la dolcezza di chi è sempre sicuro di sé, priva di arroganza, ma delicata come chi sa apprezzare ogni momento della vita.

Il giro del mondo

«Ho visto il mondo, sì. Ho vissuto in posti lontani e sono andata a scoprire luoghi che mi dicevano essere meravigliosi. Ma ovunque facevo i confronti con Tonara. Con lo splendore dei boschi di Santu Giaccu. Con i profumi intensi di Ilalà. E ovunque sia stata, mi mancava il buongiorno gentile della gente della mia terra. E quindi mi son detta leggere un libro sulla terrazza di casa mia non è peggio che leggerlo in un appartamento di Manhattan. Prendere un gin tonic a Covent Garden non è meglio che bere un bicchiere di vino in una cantina di Arasulè». E alla fine, ha fatto i conti: «Meglio tornare a casa e preparare il menù sardo per i turisti cinesi piuttosto che aprire in Cina un ristorante per turisti sardi. Perché, una volta che avrò convinto gli abitanti di Shangai a visitare Tonara, sarà molto difficile convincerli a tornare a casa loro: qui potranno respirare l’aria pura dei nostri boschi e sapranno finalmente che sapore abbia l’ossigeno. Le coppie di Los Angeles scopriranno che si può passeggiare sino a tarda notte senza correre il rischio d’essere rapinati. Dove si trova un posto più sereno, bello, pulito e tranquillo delle nostre montagne? Gli studi mi sono serviti moltissimo, per capire quanto buono fosse il profumo di casa».

Ho visto il mondo, sì. Ho vissuto in posti lontani e sono andata a scoprire luoghi che mi dicevano essere meravigliosi. Ma ovunque facevo i confronti con Tonara. Con lo splendore dei boschi di Santu Giaccu. Con i profumi intensi di Ilalà. E ovunque sia stata, mi mancava il buongiorno gentile della gente della mia terra.

Una storia di famiglia

Muggianeddu è l’albergo più antico del paese. Un luogo discreto e sereno, che è stato sempre gestito dalla famiglia Zucca, sin dal 1966. Ha affrontato il ’68, la crisi petrolchimica, lo spopolamento della montagna ed è rimasto sempre fedele a se stesso. Daria non vuole rivoluzionare niente. Le basta cambiare nella continuità. «Qui è tutta la mia vita, il luogo dei ricordi e degli incanti, l’isola serena degli affetti e delle memorie. Il caffellatte che mi preparava mia nonna, l’odore buono del pane caldo, la dolce fragranza del torrone. Che posso desiderare più di questo? Trovarmi forse in un’enorme metropoli dove percorrere un’ora di underground per arrivare in un ufficio dove l’aria è condizionata e la gente subisce condizionamenti ancor maggiori? A Tokio come a New York tutto è costruito, programmato, artificiale fin nel midollo. Qui è tutto il contrario: conosci le persone sin da bambina e quando passeggi in campagna ti confronti con la vita vera. Per andare a fare la spesa non ho bisogno di prendere la macchina. E gli amici li vedo in piazza, non su Whatsapp. Il mio fidanzato è ormai più tonarese di me». Daria non desidera altro, ma la Barbagia, soprattutto, non desidera altro che ragazze come lei. Che tornano a casa da protagoniste.