Due famiglie dell’ente europeo si aggiungono ai tanti stranieri che comprano ruderi a un euro

Il sindaco: «Sono imprenditori con buoni progetti per il paese»

Vito Casula, impresario di Calasetta, è stato il primo a realizzare quello che tanti pensano sia solo un sogno: acquistare casa spendendo un euro. E mica una casa qualsiasi. A Ollolai, dal 2015, si vendono, infatti, delle vere e proprie fiabe. In cui vivere, passarci gli anni della pensione o, meglio ancora, disegnare lunghi futuri per sé e i propri figli. Fiabe perché si tratta di ruderi, antiche abitazioni del centro storico che gli uomini di Ollolai, aiutati dalle proprie mogli, costruirono in un passato ormai lontano. Pietre e legno del territorio, una buona dose di fatica, tanto amore e niente di più. Sotto il cielo terso della capitale della Barbagia, tra i profumi di timo ed elicriso, oggi, dopo Vito Casula, i fratelli Cottu -che da Milano hanno riportato il loro indirizzo a Ollolai- e gli olandesi, le vecchie, convenienti domos del paese hanno attirato gli ucraini.

Scommessa vinta

È così che la folle, ma non troppo, idea delle “Case a un euro” promossa dal Comune di Ollolai si trasforma in un progetto di sviluppo locale. Gli ultimi acquirenti, che proprio ieri hanno preso possesso di due vecchie case nel borgo barbaricino, sono due coppie provenienti dall’Ucraina. Come da protocollo, hanno presentato il progetto di ristrutturazione delle abitazioni. E non solo: «I nuovi assegnatari hanno avanzato al Comune una serie di progetti imprenditoriali di sicuro interesse. Sono, infatti, membri di un’importante multinazionale ucraina che ha diramazioni in diverse parti del mondo», specifica entusiasta il sindaco di Ollolai, Efisio Arbau.

Un caso da reality

Chissà se Arbau nell’aprile 2015 immaginava che l’iniziativa avrebbe avuto un tale successo. Fu allora che, come consigliere regionale, ottenne l’approvazione di un emendamento alla legge sul piano casa regionale. Prevedeva la possibilità, per i Comuni, di acquistare immobili fuori mercato per metterli a disposizione di acquirenti che, a fronte dell’irrisorio prezzo di acquisto, si sarebbero dovuti impegnare a recuperarli. Dopo un censimento del patrimonio immobiliare abbandonato del centro storico e l’acquisizione di alcuni ruderi da parte del Comune, sono arrivati i primi coraggiosi. E, subito dopo, la giornalista olandese Eveline Rethmaier, che in un documentario presentò al pubblico olandese Ollolai, la sua gente, la sua natura, i ruderi a un euro.

Da allora gli olandesi hanno frequentato spesso il paese, e, in poco tempo, è nata una collaborazione con la compagnia televisiva Rtl. Così da mesi Ollolai è palco scenico di un reality show che supera il milione di ascolti in Olanda. «Per tutto l’anno frotte di turisti riempiono i ristoranti e portano via con sé un oggetto acquistato nel negozio di prodotti locali, nato da poco-, spiega il primo cittadino, -Si tratta del primo esperimento di turismo residenziale in Sardegna, che punta su clima e identità per attrarre nell’isola persone con redditi medio-alti dai paesi del nord Europa».

Abbiamo dimostrato che ci sono tante occasioni di crescita nelle aree rurali: basta credere nella propria comunità e, soprattutto, nella bellezza che ci circonda.

I media internazionali

La notizia delle case a un euro non si è fermata in Olanda. In poco tempo ha fatto il giro del mondo, rimpastata con stupore e fantasia da varie testate: Cosmopolitan, CNN Travel, The Indipendent, Lonely Planet. Ma se questi nomi non bastano, a parlare sono i numeri: «Due case ristrutturate -di cui una è diventata B&B-, cinque in ristrutturazione, due immobili consegnati ieri agli ucraini ed un’altro oggi ad una catanese-, elenca Arbau, -Abbiamo, poi, altre venti case a disposizione e cinquecento domande istruite di persone pronte a trasferirsi qui».

E dato che da cosa nasce cosa, si è sviluppato anche il mercato immobiliare extra un euro. Gli emigrati ollolaesi tornano, comprano e ristrutturano casa nel paese. E ricollegano il cuore all’unico vero motore di vita: il luogo che lasciarono i propri padri. «Abbiamo dimostrato che ci sono tante occasioni di crescita nelle aree rurali: basta credere nella propria comunità e, soprattutto, nella bellezza che ci circonda», conclude il sindaco.