Anna Gardu. Dopo il successo in tutto il mondo con i dolci di mandorla, c’è un altro progetto legato al Cilento

L’artista di Oliena fa squadra con un’azienda dolciaria campana

Da oggi tra Oliena e Prignano Cilento, piccolo borgo in provincia di Salerno, corrono milioni di fittissimi ricami di albume e zucchero. É un ponte di maestria e semplicità, dolcezza e colori della tradizione. Un’unione tra Sardegna e Campania che non passa per il mare, ma per le mani fatate di Anna Gardu. L’artista olianese del cibo, eletta donna sarda dell’anno nel 2018, è stata scelta dalla pluripremiata azienda Santomiele di Prignano Cilento per un ambizioso progetto che sposa cibo, arte e culture. E che, a partire da due piccole realtà locali, è pronto a farsi conoscere in tutto il mondo.

Raccontare il cibo con Anna Gardu

La regina dei ricami dolciari è stata, in realtà, la musa ispiratrice di “MondoSantomiele”, un programma che vuole far raccontare il cibo agli artisti secondo la loro sensibilità. <L’idea è di far reinventare i fichi, che produciamo nella nostra azienda seguendo l’antico sapere di famiglia, da artisti di valore. E nasce dall’incontro tra la nostra impresa e Anna Gardu-, spiega Antonio Longo, titolare della Santomiele, -É una straordinaria maestra: la semplicità e la naturalezza dei colori che ha utilizzato hanno trasformato il fico mondo, un’eccellenza del nostro territorio,  in un gioiello di rara bellezza e patrimonio unico del terroir Italia>.

Il buono del passato

Nel Cilento questo frutto dolce e pregiato si conserva e si commercia ancora come un tempo: steccato, uno accanto all’altro a formare file perfette in lunghe canne. «Alla Santomiele, che ho visitato qualche tempo fa, si respira la bellezza delle cose del passato, c’è il sentire della tradizione e tutta l’energia di ciò che è moderno-, dice Anna Gardu, -Per questo progetto simbolico, che si colloca tra l’anno del cibo e quello del turismo sostenibile, ho pensato di creare dei medaglioni di pasta di mandorle e scorza di limone, che si legano perfettamente al fico, ricoperti di glassa e decorati con ghiaccia, albume e zucchero. Ogni piccolo ricamo sui dolci è un omaggio all’eleganza di questa azienda campana che, premiata anche dall’Onu, è un esempio per tutti».

Anna Gardu: «Rilanciamo il mandorlo»

E la maga dei dolci, infatti, ha dato molto, ma ha appreso altrettanto dalla Santomiele: «Sono realtà che non lasciano indifferenti: hanno reso ancor più vivo in me il sogno di una vera filiera del mandorlo, da portare anche nelle scuole, da mettere in mostra in un museo, un po’ come il Cilento ha fatto col fico. Tutto è possibile in una terra generosa e memore degli insegnamenti del passato». Dopo il riuscito esperimento con l’esteta olianese, l’idea dell’azienda campana è di lanciare un contest dedicato all’arte del frutto tipico del Cilento, dove ogni anno un artista – qualunque sia il suo linguaggio artistico – possa proporre la sua espressione di fico Santomiele.

Tra le vie di Oliena si sente ancora, come un tempo, il profumo di mandorle e limone.

Maestre di vita

Un modo per valorizzare un prodotto, un territorio, i suoi protagonisti. E sperimentare il proprio estro, ma soprattutto divulgare cultura, conoscenza e creatività delle persone. «Condivido perfettamente la filosofia alla base del progetto e son felice di avergli dato il via-, continua la Gardu, -I miei dolci non nascono per caso, ma sono frutto dei frutti di questa terra, dei ricordi di infanzia, di ciò che ho appreso da mia madre Angelina, che a sua volta imparò da mia nonna Nunziata, che apprese l’arte dai miei bisnonni Nicola e Maria. É una storia d’amore che dura generazioni».

Profumo di buono: i dolci di Anna Gardu

Tra le vie di Oliena si sente ancora, come un tempo, il profumo di mandorle e limone. E aleggia da qualche tempo quello naturalmente dolce del fico. E poi c’è il sibilo di mani che lavorano senza mai lamentarsi e creano piccoli capolavori. Anna Gardu ha fatto un’altra delle sue magie: ha portato Oliena nel mondo e il mondo a Oliena, tenendo saldi nei suoi dolci i ricordi di bambina. Quando, nella pasticceria di famiglia, ogni senso era stimolato: il croccare dei gusci, la tenerezza della mandorla pelata, l’aroma dei limoni del giardino e, infine, il romanticismo delle decorazioni e la bontà di un prodotto antico.