Un grande evento farà tremare il Teatro Massimo di Cagliari (15 febbraio) e l’Eliseo di Nuoro (16 febbraio). I Claudio Simonetti’s Goblin in Sardegna sono già storia. La band progressive rock, famosa per aver scritto le colonne sonore di importanti film dell’orrore italiani, porterà in scena la sonorizzazione di due pellicole culto della storia del cinema: Profondo Rosso e Suspiria, entrambe dirette da Dario Argento. Mentre in una seconda parte dello spettacolo si ripercorreranno suoni e emozioni di alcuni altri importanti film horror nostrani.

Il tour dei Goblin in Sardegna è organizzato e promosso da Brincamus e Agitòriu, due associazioni che, dal centro Sardegna, operano nel mondo. Portano nell’isola, infatti, un clima internazionale, con un evento che sta facendo il giro del globo, dal Giappone all’America. E che fa rivivere ogni singolo brivido delle più belle opere dell’orrore made in Italy. Un evento che va capito fino in profondità, come uno squarcio sul petto. Per questo è stata più che necessaria un’intervista doppia ai due organizzatori: Giancarlo Palermo e Giorgia (Jo) Cau. Due anime diverse, ma similissime, che rispondono a 5 domande per entrare nei dettagli di questi spettacoli speciali. Lei è J, lui è G. E regalano righe di terrore e dolcezza.

1) Come mai avete deciso di portare i Goblin in Sardegna?

J: Per quanto mi riguarda, fin da piccola sono stata affascinata dalle atmosfere oscure. Quasi tutto il background artistico, letterario, cinematografico e musicale che sento mio è legato al filone horror/metal.  Abbiamo deciso di portare i Goblin in Sardegna per realizzare un sogno, che ha preso forma con impegno, entusiasmo e pazzia. È anche l’occasione per inaugurare le attività di Agitòriu e Brincamus in Sardegna, con un gruppo che ha scritto la storia sia della progressive che delle colonne sonore.

G: L’idea è venuta a Jo, con la quale negli ultimi anni ho curato tour in Italia ed Europa, sia con gruppi sardi, che nazionali ed esteri. Sono rientrato un anno e mezzo fa in Sardegna dopo 20 anni a Bologna, in cui ho organizzato tanti eventi dedicati a musica e colonne sonore. Per continuare su questo filone, l’idea di Jo di pensare a eventi che vedessero protagonisti sia la musica che il cinema mi è sembrata perfetta. Così l’abbiamo messa in piedi. Insieme.

2) Quali emozione pensate i Goblin in Sardegna possano far scaturire nelle persone che assisteranno agli spettacoli?

J: Gli spettacoli dei Goblin in Sardegna, che avranno luogo tra una settimana, prevedono la proiezione di scene montate ad hoc dei film “Profondo Rosso” (Cagliari) e “Suspiria” (Nuoro). Sarà un pieno di emozioni contrastanti. Citando Hellraiser, “Pain and Pleasure” (dolore e piacere): il piacere del brivido! Anche se io piangerò di commozione per tutto il tempo.

G: Dario Argento nei suoi film cercava di ricreare negli spettatori alcune sensazioni che noi tutti conosciamo, come quelle che si provano per ustioni o tagli. Senza le giuste musiche a fare da contorno alle immagini forti, l’impatto sarebbe stato di certo meno coinvolgente. Vedere le scene di Profondo Rosso e Suspiria e sentire le musiche del Maestro Claudio Simonetti suonate dal vivo sicuramente faranno scaturire emozioni indelebili. Non sarà una semplice sonorizzazione, ma la sonorizzazione di due capolavori, cinematografici e musicali.

3) Che valore ha la musica dei Goblin oggi, nel momento in cui imperversa la trap?

J: Nonostante la mia posizione inizialmente ipercritica nei confronti della trap e delle derive musicali della modernità -che sento altre da me-, a malincuore accetto la gettatezza nel periodo storico presente, pur senza apprezzarle minimamente. Sono fenomeni inevitabili e figli dei tempi che si susseguono ciclicamente, l’eterno ritorno dell’uguale, per citare Nietzsche. La musica dei Goblin ha inaugurato un qualcosa che, a differenza della trap, sarà ricordato per qualità e stile. Infatti stiamo portando in Sardegna, dopo un tour di 40 date all’estero, due concerti in cui si suoneranno musiche composte nel ‘75 e ‘77, per me inarrivabili. Al contrario, i nuovi “prodotti del mercato” hanno perso l’aureola nel fango. E sono ormai riproducibili in serie infinite.

G: Le musiche che verranno suonate fanno parte di un genere che negli anni ‘70 e ‘80 viveva il suo periodo di massimo sviluppo. Appassionavano le  generazioni di 20enni e 30enni di allora, godendo dei film horror di Dario Argento e del rock progressive dei Goblin. La band in quel periodo rappresentava la novità. La musica rock usata come colonna sonora nel cinema era una grandissima innovazione. La trap è solo un ennesimo genere musicale, specchio del nostro tempo, che nasce e si sviluppa tra le giovani generazioni. Come tutte le novità, è destinato a subire le critiche delle generazioni più adulte, finché non sarà accettato, capito, digerito e assimilato: è un ciclo.

Dario Argento nei suoi film cercava di ricreare negli spettatori alcune sensazioni che noi tutti conosciamo, come quelle che si provano per ustioni o tagli. Senza le giuste musiche a fare da contorno alle immagini forti, l’impatto sarebbe stato di certo meno coinvolgente. 

4) Pensate di poter attirare anche i più giovani all’evento “Goblin in Sardegna? Se sì, come e perché?

J: Anche se le nuove generazioni non hanno potuto godere dell’ondata del cinema horror italiano -come quello targato Dario Argento-, sono dotate di grande curiosità. Per questo possono essere interessate ad assistere al concerto dei Goblin in Sardegna: portano in scena due colonne sonore ancora oggi famose.

G: Il genere horror piace tanto ai giovani. Anche io da ragazzo non aspettavo altro di vedere i film horror su Italia 1, la notte, presentati dall’indimenticabile Zio Tibia. I Goblin fanno parte della storia della musica italiana e internazionale. Tuttavia, non tutti i giovanissimi conoscono queste pietre miliari del cinema. Ecco perché abbiamo deciso di stampare una brochure dove son presenti descrizione dello spettacolo, biografia dei musicisti e schede dei film. Non sarà un semplice concerto, ma un’esperienza che unisce musica e immagini.

5) Quali novità avete in mente dopo i Goblin in Sardegna?

J: Ciò che ci accomuna sono entusiasmo e creatività. Da quando lavoriamo insieme siamo diventati una squadra inarrestabile, che si reinventa a ciclo continuo. Abbiamo organizzato da soli gli eventi che vedrete tra pochi giorni! Quando questa avventura sarà finita, raccoglieremo le idee e cercheremo di unire le nostre passioni (cultura, arte figurativa e musica) per i prossimi eventi. Presto ne avrete notizia.

G: Abbiamo tante idee che vorremmo realizzare, tante nel cassetto e altre in cantiere. Alcune dedicate alla Sardegna e da fare in Sardegna, altre che si aprono verso il mondo. Ci piace confrontarci, progettare e creare insieme, in uno scambio e stimolo continuo.