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The Crown 4 inizia con una Margaret Thatcher che entra nello sala dei colloqui della Regina. Prima donna a diventare premier in Gran Bretagna, è un pezzo di storia importante del Paese. Sotto il suo nome si condensano severità, rigide politiche economiche e un’invidiabile sicurezza. Siamo nel 1979, maggio. La Gran Bretagna si affaccia a un nuovo decennio in cui dimostrerà ancora la sua superiorità musicale. The Crown 4, infatti, copre il racconto degli anni Ottanta. Con esso, anche se appena accennato, quello della musica britannica di quel periodo. In altre parole l’evoluzione della maestria che furono gli anni Sessanta e Settanta con Beatles, Pink Floyd, Led Zeppelin e altri ancora. Ciò che avvenne dopo il magistrale “Selling England by the pound” (1975) dei Genesis. Il risultato sono nuovi suoni e nuovi modi di calcare le scene, nuovi testi. E questa amatissima serie ce ne da un abbondante assaggio.

Anni Ottanta, musica e politica in Gran Bretagna

I primi anni della politica di Margaret Thatcher, illustrati in The Crown 4, hanno un grosso impatto sulla musica britannica. Ad esempio nel 1983 i Pink Floyd pubblicano “The Final Cut”. Cioè un grido di protesta contro le guerre e in particolare contro quella delle Farklands. Fu combattuta l’anno prima tra Argentina e Regno Unito per il controllo delle omonime isole, fermamente voluta dalla Lady di ferro. <Maggie, what have we done (to England)?>, si chiede “The post war dream”. Ma la stessa Maggie viene citata anche in “Get your filthy hands off my desert” (E Maggie un giorno a pranzo ha preso un incrociatore con le mani) e elencata tra i “Re e i tiranni” del “Fletcher Memorial Home”. Insomma, un vero attacco a uno dei più influenti politici britannici, figlia di un droghiere e diventato primo ministro. Forte e decisa, anche l’immenso Morrissey le dedicherà una canzone dal titolo “Margaret nella ghigliottina”, chiarendo il suo pensiero su di lei.

The Crown 4 e il fantastico quinto episodio

La stessa Maggie è protagonista, tra amore e odio, anche del fantastico quinto episodio di The Crown 4. Qui le cineprese escono dal palazzo e vanno per le strade di Londra. Nelle case umide e malaticce della città, nei pub, negli uffici di collocamento. E ovunque si concentrino miseria, alcol e problemi economici, accentuati da un tasso di disoccupazione senza precedenti. In particolare appare la figura smilza e perfettamente londinese di Michael Fagan. Ossia l’uomo che nel 1982 riuscì a intrufolarsi a Buckingham Palace. Per spiegare, entrò nella stanza della Regina, le parlò dei suoi problemi e del diavolo, ossia la Thatcher. La colonna sonora, perciò, qui prende una piega da favola: si parte con The Cure e si va avanti con The Specials, per passare a una scena in cui suonano i Joy Division e, infine, The English Beat. Un vero peccato l’assenza di The Smiths, gruppo rock britannico che si sciolse nel 1986.

The Crown 4, infatti, copre il racconto degli anni Ottanta. Con esso, anche se appena accennato, quello della musica britannica di quel periodo. In altre parole l’evoluzione della maestria che furono gli anni Sessanta e Settanta con Beatles, Pink Floyd, Led Zeppelin e altri ancora. Ciò che avvenne dopo il magistrale “Selling England by the pound (1975) dei Genesis.

The Crown 4: ci sono anche David Bowie e The Queen

La settima puntata di The Crown 4 accenna a David Bowie. La principessa Margaret mette su un vinile e va incontro al suo uomo. Quale canzone se non “Let’s dance”? <Put on your red shoes and dance the blues>, cantava ai tempi il Re del trasformismo. In un’altra puntata fanno il loro ingresso The Queen. In particolare l’insuperabile voce di Freddy Mercury accompagna Diana e i suoi bambini in un’auto di sorrisi e spensieratezza. Quelle sentite in The Crown 4 son solo alcune delle eccellenze musicali degli anni Ottanta in Inghilterra. La quinta stagione ci porterà negli anni Novanta. Chiaramente sarà la volta degli Oasis. Magari anche dei Radiohead, fantastica band proveniente dall’Oxfordshire. Indubbiamente non mancherà la più importante delle esibizioni di Elton John. In conclusione, tanti amanti di The Crown son già pronti a sognare sulle note della musica britannica, un dettaglio non trascurabile della serie.